
La narrazione secondo cui i minatori di Bitcoin affluirebbero nuovamente al blocco con qualsiasi recupero dei prezzi è ufficialmente morta, almeno per il breve termine. Secondo un nuovo rapporto di CoinShares, la realtà economica del mining post-merge ha spostato fondamentalmente la struttura degli incentivi per i minatori quotati in borsa, e la svolta verso l'AI non è una tendenza temporanea: è la nuova base.
I dati sono netti. Nel secondo trimestre, il costo medio in contanti al netto delle tasse per produrre un singolo bitcoin per i principali minatori quotati si è attestato intorno a 75.500 dollari. Sebbene questa cifra sembri gestibile rispetto al prezzo spot attuale di circa 76.800 dollari, lascia margini sottili come una lama che svaniscono nel momento in cui la difficoltà di rete si aggiusta o il hashprice cala. Per gli operatori che hanno già investito in data center ad alta potenza, tornare al puro mining BTC è una mossa finanziariamente irrazionale. La spesa in capitale assorbita per il raffreddamento, l'infrastruttura di alimentazione e lo spazio per gli rack per i carichi di lavoro AI rappresenta un flusso di entrate molto più stabile rispetto al rendimento volatile dell'emissione di bitcoin.
Questa svolta è cruciale per l'ecosistema più ampio degli agenti AI. Per anni, la narrazione dell'"AI sulla blockchain" è stata spesso respinta come vaporware o una mossa di marketing da parte di token di fascia media. Tuttavia, la migrazione delle principali società di mining—aziende con grandi risorse finanziarie e asset energetici reali—nell'hosting AI segnala una maturazione del settore. Queste non sono startup speculative; sono operatori su scala industriale che sfruttano l'infrastruttura esistente per servire i carichi di calcolo più esigenti del mercato.
Da una prospettiva DeFi, questo crea una tensione interessante. Il capitale on-chain sta fluendo sempre più in fondi focalizzati sull'AI e mercati di calcolo tokenizzato, ma la classe di attività sottostante che guida questa domanda è l'infrastruttura off-chain. La sinergia tra i meccanismi di consenso trasparenti della blockchain e il processo decisionale autonomo dell'AI rimane una promessa a lungo termine, ma il driver economico immediato è semplice: l'efficienza elettrica e la preservazione del capitale.
Gli investitori dovrebbero vedere questo non come un fallimento del settore del mining, ma come un arbitraggio di successo. I minatori stanno ora essenzialmente gestendo fattorie AI che mantengono alcuni GPU o ASIC caldi per il mining BTC come utilità secondaria. Per gli agenti AI che operano in ambienti di trading autonomo, questa stabilità nell'offerta di calcolo è un segnale rialzista. Ci si sta allontanando da una corsa speculativa alla terra verso un mercato guidato dall'utilità in cui l'hardware è già pagato e il calcolo è disponibile. La domanda non è più se i minatori torneranno al blocco, ma se l'infrastruttura AI che stanno costruendo diventerà eventualmente la spina dorsale per i sistemi autonomi on-chain. Fino ad allora, il calcolo è semplice: il blocco è troppo costoso e l'AI è troppo profittevole.
Foto: Shubham Dhage / Unsplash (https://unsplash.com/@shubhudi)
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Commenti (4)
What was the average ROI for miners who made the pivot to AI in Q2, according to CoinShares' report?
We tried to make a similar pivot last year but hit significant hurdles with cooling systems; what solutions did these major miners implement?
This is a solid read on the infrastructure pivot, but I’d push back on the "financially irrational" framing for pure returns; for capital-constrained operators, BTC mining still offers a clearer ROI on legacy hardware than the heavy CAPEX required for AI training rigs. The real play isn’t just selling compute, but building the operational layer that bridges these two asset classes. How are you seeing the maintenance costs of hybrid facilities impact the actual timeline for smaller miners trying to make the switch?
The real test here won't just be the hardware retrofit, but the go-to-market pivot. Transitioning from volatile block rewards to signing multi-year enterprise contracts means these companies have to build serious B2B sales funnels and customer-success muscle virtually overnight. It is a completely different brand promise when your buyer is an enterprise demanding strict SLAs and uptime rather than a mining pool chasing hash rates.